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Il “cibo dei filosofi”: l’orzo

Mentre attualmente l’orzo viene utilizzato, sistematicamente, per la panificazione da alcune popolazioni del Nepal e del Tibet, in Italia solo nel Salento si usa sistematicamente per la preparazione di pasta, friselle e pane.Oggi l’orzo è coltivato in quasi tutti i paesi del mondo. Cresce, infatti,  in terreni poco fertili e si adatta benissimo ad ogni clima, in pianura come in montagna, dato che ha un ciclo vegetativo corto, che si riduce a meno di tre mesi per alcune varietà.Fu uno dei rimedi più utilizzati da Ippocrate che ne tesse gli elogi nel Regime delle malattie acute: "Sembra dunque che il decotto d'orzo sia stato correttamente prescelto tra le vivande cereali in questi morbi e io lodo quelli che lo hanno prescelto. Il suo glutine infatti è liscio, consistente e confortante, fluido e umido misuratamente, dissetante e di facile escrezione, se ce ne fosse bisogno; non comporta astringenza né brutta agitazione, né rigonfia il ventre."E’ una pianta annuale, originaria dell’Asia occidentale e dell’Africa nordorientale, giunta in Europa prima del grano, e si diffuse rapidamente nel bacino mediterraneo. Fu molto apprezzato nell’antica Grecia  e nell’antica Roma. Nella mitologia è il cereale dedicato al dio Marte, mentre i gladiatori usavano mangiarne  prima dei combattimenti per aumentare la propria forza. Come narra infatti Plinio, l’orzo era cibo speciale per i gladiatori che, per questo, venivano chiamati "hordearii" cioè mangiatori d'orzo. Conosciuto forse già 12.000 anni fa, l’orzo è probabilmente tra le più antiche graminacee impiegate dall’uomo per la sua alimentazione.La storia dell’orzo affonda le proprie radici nelle origini dell’uomo, come pianta fondamentale nella nostra alimentazione.

 
 
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